Questo è il primo di una serie di post che Dario Landi, blogger e schiavo di una multinazionale, ha scritto per la campagna di crowdfunding di Pig for Pikin. Grazie Dario!

Ero abbastanza tranquillo quel giorno. Avevo avuto tempo addirittura per la colazione al bar. Poi arrivò Pierpaolo e mi chiese di dargli una mano con la campagna crowdfunfing di Pig for Pikin.

Ora, fino al crowdfunding ci arrivo, l’ho studiato abbastanza e pure finanziato qualche campagna, ma quando accennò al fatto che PiFoPi era un progetto basato nel Lower Fungom, fui colto da brividi di panico.

Tranquillo, non hai idea di dove si trovi il Lower Fungom, lo so, ma va benissimo così” disse però Pierpaolo.

“E come ti aiuto scusa, se non riesco nemmeno a trovarlo su una mappa?”

“Noi vogliamo fare un progetto di cooperazione internazionale giusto?”

Giusto. Credo…”

“E in parole povere, se tu dovessi spiegare cosa fa un progetto di cooperazione internazionale, cosa diresti?”

Una qualche organizzazione occidentale, governativa o meno, stabilisce un progetto di aiuto di qualche tipo in paese in via di sviluppo”

“Ora, tu pensi che fare ciò, che fare del bene sia facile, credo. Si mandano soldi, tecnologia e qualcuno di tosto con un’idea strafica e bam!, abbiamo salvato della gente. Non è così?”

“…no?”

“No!”

È stato così che ho scoperto la sterminata letteratura riguardante fallimenti di progetti di cooperazione internazionale. Fallimenti, badate bene, non causati dall’incuria o dalla malignità dei loro promotori. Perché altrimenti sarebbe troppo facile. No, fallimenti di persone piene di buona volontà, intelligenza e un livello di know-how immenso.

Era dentro questi apparenti paradossi che Pierpaolo mi ha chiese di scavare, di cercare come fra i relitti di una nave naufragata per trovare esempi che spiegassero come Pig for Pikin sarebbe stato diverso, migliore.

“Ti ripeto però, e scusa se insisto, che non capisco come posso aiutarti se non so nemmeno come trovare il Lower Fungom su una mappa.

Ok, il Lower Fungom sta in Camerun, ed è importante perché è una delle aree del mondo a più alta densità linguistica. Ma questo davvero non conta. A me serve la tua ignoranza

Scusa?

Si, serve lo sguardo di qualcuno che ne sappia poco o nulla. Lo sguardo dell’uomo medio insomma. Ma un uomo medio che sappia scrivere e che scrivendo trasformi quello che scopre via via in parole interessanti. E tu sai scrivere”

Rimasi un attimo interdetto, confuso. Mi aveva dato dell’ignorante. Ma anche riconosciuto che, grazie al fatto di saper raccontare, avrei saputo trasformare le mie scoperte che per lui erano acqua calda, in qualcosa di prezioso.

Tornai a casa e mi misi a cercare in internet. Dapprima credetti che forse si sbagliava, che la letteratura del fallimento non era così infinita, poichè poco riuscii a trovare. Ma poi, scovai  la corrente giusta, ritrovandomi in un fiume colmo d’oro Web Site.

La prima pepita che alzai fu la storia del maglione blu.

Dario Landi

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